In questi giorni è successo qualcosa che mi ha fatto riflettere e non poco. Qualcosa di così innocente ma così profondo nella sua semplicità. Un dialogo semplice con una bambina di 6 anni (che da qui in avanti sarà S.), così piccola ma in quel istante così grande e matura.
Poche ore sono passate dall’omicidio di un piccolo bambino di 4 anni in provincia di Sondrio. Un innocente bambino che stava passeggiando con la propria madre. Ucciso da alcuni ragazzi a bordo di una moto. Una moto a fari spenti che all’ultimo ha fatto incrociare due destini in quello che è molto di più di un semplice incrocio. Non mi dilungo più di tanto, i giornali (radio, tele e stampa) ci hanno bombardato di informazioni utili a riguardo per sapere tutto quello che c’è da sapere, anche oltre all’utile aggiungerei.
Davanti alla televisione come altre persone mi trovavo in compagnia di S., l’ora del telegiornale e come dovere passa questa notizia. La morte di un bambino e la disperazione di una mamma. Passa la foto del piccolo e seguita dal pianto della mamma, S. innocente e confusa mi chiede: “Come mai quella signora piange?”.
Beata innocenza, come dire certe cose a bambini di 5/6 anni….
Io le rispondo: “Ha male! E piange dal dolore!”
S. con fermezza: “Perché ha male? Chi è quel bambino che c’è in TV?”
Le domande non finiscono mai, così come gli esami: “La signora è la mamma di quel bambino.”
S.: “Cosa è successo al bambino??”
Sorrido perché certe persone di 30 anni non avrebbero capito e collegato al volo la mamma che piange e il bambino nella foto. Ma S. sì.
Ed allora: “Il bambino ora non c’è più…adesso è tra gli angeli! Come il nonno e la nonna! Ti ricordi cosa ti ha detto la mamma del nonno e della nonna??”
S.: “La mamma mi ha detto che vai tra gli angeli quando hai i capelli bianchi. Quel bambino non ha i capelli bianchi.”
Non fa una piega…se fossi tutto così normale!
“Ci sono stati dei bambini più grandi molto cattivi che hanno fatto male a quel bambino!”
Ed S.: “A scuola quando un bambino fa male ad un altro bambino la maestra lo mette in castigo. Adesso quei bimbi cattivi vanno in castigo??”
Rispondo: “Sì, quando fai qualcosa che non devi fare vai in castigo. Anche loro vanno in castigo ora!”
Il discorso finisce qui S. sorride, si gira e ricomincia a giocare con i suoi pastelli.
Come spiegare che invece non è così. Come dirle che invece i due bambini molto cattivi non sono in “castigo” ma anzi sono a casa con i propri cari e continueranno la loro vita, che sarà comunque, credo e spero, segnata in maniera indelebile. Se la giustizia terrena non può nulla per volontà, un’altra giustizia spero faccia il suo dovere.
Come spiegare ad S. che quella “signora che piange” molto probabilmente non smetterà mai di piangere.
Nella sua semplicità una bambina di 6 anni mi ha messo spalle al muro, con di fronte questa illogicità del mondo attuale. Questa non logica tra causa ed effetto.
Ecco in questo breve scorcio di 10 minuti ho capito quanto la mia voglia di crescere un figlio al giorno d’oggi sarebbe pari a 0. Non per mancanza di volontà, ma per paura di quanto mi toccherebbe mentire su tante cose. Paura anche di dare la vita a qualcuno e come “castigo” di farlo crescere e vivere in questo mondo!
A voi, invece, che avete un figlio (o più di uno) e che lo state allevando e crescendo un PLAUSO e la mia stima!
S. spero quando sarà grande lo capisca, e mi perdoni fin da ora di questa bugia.
martedì 16 ottobre 2007
Riflessioni #001
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08:21
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